von mas 10.09.2022 18:30 Uhr

Un libro al mese: Georg Klotz, una vita per l’unità del Tirolo – 2

„I mediocri non raggiungeranno mai né la libertà né il Regno dei Cieli“. La vita, gli ideali, le battaglie, la morte del Freiheitskämpfer raccontati da sua figlia, Eva Klotz.   Oggi ne proponiamo un secondo stralcio: „Il BAS cominciò a costituire gruppi in tutto il territorio. non poteva mancare che Jörg Klotz, nella sua attività di ricostruzione del Corpo degli Schützen, si incontrasse con questo gruppo. „

A metà degli anni Cinquanta si era formata in Sudtirolo una diffusa opinione contro la politica italiana di cancellazione dell’identità locale. Quando i Sudtirolesi, nonostante le lamentele e le proteste, si trovarono sempre più sospinti ai margini e compresero che anche l’intervento dell’Austria non avrebbe portato alcun effetto, maturò la convinzione che l’Italia avrebbe potuto comprendere soltanto la lingua della violenza.

In occasione della manifestazione a Sigmundskron, era comparso un „Comitato per la liberazione del Sudtirolo“ (BAS), che si era fatto notare con azioni di volantinaggio.  Sepp Kerschbaumer, un commerciante di Frangart, aveva radunato intorno a sè un piccolo gruppo della sua stessa opinione, intenzionato mediante azioni spettacolari, a sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sui torti inflitti ai Sudtirolesi.  Uno dei componenti era il giovane agricoltore bolzanino Luis Amplatz.

Sotto l’impressione della perdurante persecuzione dei sentimenti tirolesi da parte della polizia, il gruppo decise di preparare attentati dinamitardi. Il BAS cominciò a costituire gruppi in tutto il territorio. non poteva mancare che Jörg Klotz, nella sua attività di ricostruzione del Corpo degli Schützen, si incontrasse con questo gruppo. Anche alcuni dei suoi compagni vi appartenevano o si apprestavano a farlo. In ogni distretto fu presto presente un partner di riferimento. Le cellule germinali erano state sparse. In qusta circonstanza era stata concordata una norma: la vita umana doveva essere rispettata ad ogni costo.

Nel BAS emersero tensioni: la fiducia reciproca si sbriciolava. Soprattutto Sepp Kerschbaumer aveva l’impressione di essere trascurato da quelli in Innsbruck. Pfaundler e Widmoser ammettevano apertamento la loro convinzione che Kerschbaumer non fosse l’uomo adatto per guidare un colpo in grande stile, gli mancava l’esperienza sia con le armi, sia con gli esplosivi. Ma egli rappresentava pur sempe l’incontestabile figura chiave di riferimento in Sudtirolo (…)

A Zernez in Svizzera  ebbe luogo un incontro decisivo, si trattava degli ultimi preparativi per il „grande attacco“, cioè per la Notte dei Fuochi.  Non erano presenti nè Pfaundler nè Klotz, per altro non invitati, dei quali erano noti i differenti progetti. A Klotz non era stata specificata intenzionalmente la data. Uno dei suoi amici Schützen fece sapere a Jörg che gli consigliava di trovarsi tra più gente possibile, oppure di trattenersi a lungo nell’osteria quel sabato sera. Jörg aveva sicuramente capito di cosa si trattava: gli sarebbe servito un alibi incontestabile e inattaccabile! Egli seguì il consiglio del suo amico e rimase tutto il giorno fra la gente del pause e sullo Jaufenpass dove si svolgeva una festa.  Egli rimase inoltre seduto in un’osteria in compagnia di conoscenti fino verso mezzanotte.

Quella notte furono fatti saltare in aria 37 tralicci dell’alta tensione, altri risultarono gravemente danneggiati.

Il 16 giugno, quattro giorni dopo la Notte dei Fuochi, bussarono alla porta di casa alle quattro del mattino. Erano due ufficiali dei carabinieri in borghese. Egli avrebbe dovuto aprire perchè dovevano parlargli. La porta fu quindi aperta. I due rimasero in piedi all’ingresso. Jörg fu sorpreso da questa visita in un’ora così insolita  …

Dovevano portarlo a Merano per un colloquio con i superiori; si trattava di una faccenda di routine.   Jörg intuì che ciò non presagiva  nulla di buono.  Ma poichè non era implicato in nessuna delle azioni che erano state compiute e aveva un alibi sicuro per l’intera notte del Sacro Cuore, non sarebbe stato possibile che gli succedesse qualcosa, pensava…

Ma quale colloquio! Incominciò un interrogatorio incrociato che si protrasse ininterrottamente fino al pomeriggio. Gli venne apertamente contestato che egli avesse a che fare con gli attentati.  Gli investigatori cercarono di metterlo con le spalle al muro, dicendo che in qualche modo egli aveva parteciapto agli attentati.

I carabinieri condussero Jörg in manette a Walten e sul passo Jaufen. „Jörg è stato qui tutto il tempo“ confermarono le persone interrogate una dopo l’altra. I carabinieri non lo lasciarono  scendere a Walten e andare a casa, ma lo riportarono a Merano. Ammanettato!

Nel frattempo tutto veniva rivoltato in casa, nella forgia, nei locali attigui e in altri fabbricati di Walten.  Già nella tarda mattinata  era giunta  in automobile una quindicina di uomini in divisa. Noi bambini eravamo soli  in casa perchè la mamma era dovuta andare a una riunione di chiusura dell’anno scolastico (…)  Gli armadi furono rovistati, tutti i cassetti vuotati.   Noi bambini più grandicelli li seguivamo ovunque e guardavamo stupiti ciò che facevano, come buttavano fuori tutto e frugavano pure nelle nostre cose (…)

Il quinto giorno Jörg venne portato nuovamente nella stanza degli interrogatori. Nella sala sedevano quattro o cinque uomini in borghese, gli fecero togliere le manette, gli fecero cenno di sedersi. „Le facciamo un’offerta. Se lei si mantiene estraneo da tutto, Le riconosceremo lo stipendio di un ufficiale italiano“.  Jörg comprese immediatamente la situazione: non erano in grado di provare nulla a suo carico, quindi lo volevano „comprare“. Ciò significava anche che lo avrebbero dovuto lasciare libero.  Allora si alzò e guardandoli, disse: „Signori, voi lo sapete, io sono tirolese“. Poi si voltò, si diresse verso la porta e scese le scale. Finalmente sulla strada, all’aperto, respirò profondamente.  „Una cosa del genere non la sopporterò una seconda volta!“.  

La biografia di Georg Klotz è stata scritta dalla figlia Eva, che non necessita certo di ulteriori presentazioni.  L’edizione in lingua italiana a cura di Effekt! è uscita nel 2012.  Il libro può essere acquistato in libreria,  richiesto direttamente  ALL’EDITORE EFFEKT GmbH ,     oppure – anche con dedica personalizzata –  alla PAGINA WEB DELLA SÜDTIROLER FREIHEIT

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