von fpm 24.05.2026 18:00 Uhr

Lo schiaffo “tolomeico” (132)

Continua con Flavio Pedrotti Móser l’excursus sull’italianizzazione a sud del Brenner che con il fascismo minava l’identità culturale.

Elab grafica Flavio Pedrotti Moser

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.

Vi sono tanti cognomi con il prefisso “Ober”: Oberburger, Oberdorfer, Oberegelsbacher, Oberegger, Obergasser… e ognuno venne modificato tenendo presente l’Ober”, quindi il “sopra”, accostandolo via via ai vari riferimenti: Sopracastello, Sommavilla, Soprario (anche Dalrio), Sopradosso… un ammasso di significanti, cioè la forma percepibile delle parole che compongono il cognome… Con qualche eccezione, come Oberfrank, ad esempio, che pare ignorare l’”ober” e modificarlo in un semplice Franchi. Poi c’è Obergasteiger che diventa Dalsentiero o Pontaroli (Steig” / “Steiger” dal tedesco Steig, vuol dire sentiero ripido, salita, passaggio di montagna). Oppure Obergolser, dove pare abbia attinto dal latino “collis” e trasformato quindi in Dacolli… (anche questo inesistente in Italia). Con Oberhaidacher ha trastullato con “Haide / Heide” cioè brughiera, terreno incolto, landa e “-acher”, da Acker = campo, terreno coltivato. Che ti inventa il giocoliere semantico? Dallalanda o Sopralanda… anche questi inventati senza un riscontro italico. Con Oberhalmsteiner non si è ulteriormente peso in altre diavolerie e considerando “Halm” in tedesco significa “stelo”, “filo d’erba”, “paglia” ma nei cognomi indica un nome di luogo o maso e “Stein / Steiner”, cioè “pietra, roccia”, ecco che produce un Sopramalga o Soprasasso, a scelta…

Oberhammer esce un po’ dal seminato e diventa Abrami. Siccome “Hammer” → in tedesco significa martello, e nei cognomi alpini indica spesso una fucina / officina del fabbro / impianto di lavorazione del ferro, è probabile abbia ricavato “Abrami” da una forma antica per alcuni nomi locali tipo “Abraham”. Ma è un’ipotesi.

Con Oberhauser poi la fa facile: Sopracasa con le varianti Cadisopra e Cadesora…Stesso procedimento per Oberheller, Dallagrotta ma qui fa davvero delle giravolte perché “Hell” in tedesco è “chiaro”, “luminoso” e forse voleva suggerire l’uscita da una grotta…. Siamo ormai nell’acido lisergico… (continua)

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