von ap 10.08.2022 16:01 Uhr

Biotech: dal Piano Operativo Salute 3,4 milioni per Life4Hub

Da hub virtuale e decentralizzato a punto di riferimento nazionale per la ricerca biomedicale e farmaceutica.

È dedicato alla salute e alla regionalità il Premio Euregio 2022 per giovani ricercatori. I finalisti presenteranno il loro progetto al Forum di Alpach il prossimo agosto (Foto. unsplash)

Si chiamerà LIFE4HUB e diventerà uno dei punti di riferimento principali a livello europeo per le Scienze della vita, la medicina rigenerativa e l’ingegneria tissutale. Nella sua prima fase di costituzione non avrà un’unica sede fisica, ma funzionerà in modo decentralizzato grazie a una rete di infrastrutture e competenze distribuite nei laboratori delle istituzioni partner, fra Trento, Rovereto e Padova, che potranno poi convergere con il tempo in un hub completamente autonomo. A dettare l’avvio ufficiale del progetto è il finanziamento da parte del Ministero della Salute che ha stanziato quasi 3,4 milioni di euro nell’ambito delle azioni previste dal Piano Operativo Salute (POS), piano per la programmazione strategica e operativa in ambito di ricerca sanitaria. La classifica dei progetti selezionati su base competitiva è stata pubblicata nei giorni scorsi nell’ambito del POS – Traiettoria 4 dedicata a “Biotecnologia, bioinformatica e sviluppo farmaceutico”.
L’hub permetterà di fornire risposte diagnostiche e terapeutiche valide, altamente performanti e biocompatibili, utili sia per operatori sanitari, sia direttamente per la popolazione.

Obiettivo principale di LIFE4HUB (Living Innovative Fully Engineered for HUman Bioreplacement) è quello di mettere in connessione funzioni e competenze già presenti nei laboratori dei vari partner creando un sistema di condivisione dei risultati e delle risorse, premessa indispensabile per la creazione di una filiera dalla ricerca pre-clinica, alla clinica, al mondo industriale. LIFE4HUB sarà un centro anche fisico, una volta che sarà completato l’attrezzatura dei laboratori al momento mancanti che permetteranno di chiudere la filiera di ricerca, rendendo l’Hub completamente autonomo.
Lavorare insieme in un Hub presenta tanti vantaggi. Permette di mettere insieme i dati clinici e monitorare l’utilizzo delle nuove terapie. Accedere al feedback da parte di pazienti e del personale medico e chirurgo. Ma soprattutto permette di dialogare con partner che si occupano di diverse aree della ricerca, elemento che permette una pianificazione più dettagliata delle fasi di sviluppo della terapia, dei suoi costi e dell’applicabilità in campo clinico. Il progetto dell’hub prevede anche di offrire a giovani ricercatori e ricercatrici o a studenti e studentesse di contribuire allo sviluppo applicativo della ricerca grazie alla costituzione di start-up biomedicali in un ambiente che offre servizi dedicati.

A coordinare il progetto e a tenere i rapporti con il Ministero della Salute è l’Università di Trento che partecipa con quattro dei suoi dipartimenti: Ingegneria industriale (Centro per le Tecnologie Biomediche – Biotech), Biologia cellulare, computazionale e integrata (Cibio), Ingegneria civile, ambientale e meccanica (Dicam). L’ateneo contribuirà alle attività del Hub attraverso specifiche competenze ed eccellenze nei campi della bioingegneria dei tessuti, della biomedicina e dei biomateriali sviluppando tecnologie e soluzioni innovative da portare verso lo sviluppo clinico.
Partecipano all’Hub anche partner istituzionali, accademici e imprenditoriali del territorio, ognuno con specifiche funzioni e caratteristiche.

Per quanto riguarda le collaborazioni sul territorio trentino, si rafforza il legame già in essere su questi temi con la Provincia autonoma di Trento anche attraverso i progetti di innovazione d’impresa e gli spazi di incubazione a Progetto Manifattura di Trentino Sviluppo e con Hub Innovazione Trentino (HIT) che parteciperà al progetto come osservatore supportando il trasferimento tecnologico e l’incubazione di impresa. Con il Comune di Rovereto, l’Ateneo ha già attivo un protocollo d’intesa che prevede il supporto ad attività di ricerca di interesse locale. Tra le varie linee di collaborazione, riveste particolare importanza il progetto già attivo con il dipartimento di Ingegneria industriale per avviare la produzione di seta per uso medicale (medical-grade) nel territorio comunale. I laboratori della Prom Facility e gli spazi di incubazione di Trentino sviluppo sul territorio comunale di Rovereto potranno infatti ospitare una collocazione del ramo trentino dell’hub. Il Comune di Rovereto parteciperà al progetto mettendo anche a disposizione spazi per riunioni, congressi e workshop organizzati dal consorzio e per incontri con il settore industriale, ospedaliero di ricerca promossi anche dalla stessa amministrazione comunale.

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