von mas 25.11.2021 14:00 Uhr

Appena dietro l’angolo: Raccontando di questa Terra…

La scuele (taliane) e il sô fal –  dal Friuli, un interessante intervento di Rosario Di Maggio che parla di storia locale e di insegnamento scolastico.

Parlo, ieri sera, a cena, con i miei tre figli, del Friuli.
E, al solito, inizialmente mi sorbisco le loro ironie su questa mania che ho addosso e che loro proprio non si spiegano facilmente. E, proprio come al solito, quando comincio a raccontare di questa terra, dopo un po’ ascoltano stupiti.
Sono piccole iniezioni di vaccino contro l’omologazione, che faccio a loro, nella speranza che si immunizzino nei confronti della stupidità corrente. E, almeno, questo tipo di vaccino lo posso iniettare senza troppe polemiche.
Come sempre, quando trasmetto loro qualche aneddoto della storia patria, cerco di farlo come si racconta una storia, una storia favolosa, che però è successa veramente e di cui subiamo ancora le conseguenze. Penso che oramai abbiano ben introiettato una opinione sui Savoia e sul Risorgimento e sulle cosiddette guerre di liberazione.
Quindi, il minimo, del mio, l’ho già fatto.
Pian piano, ho fiducia che comprendano il resto.
Per queste cose ci vuole pazienza e calma; ma io non ho fretta.

Quello che veramente mi spiace è che la scuola non faccia nulla di quanto mi sforzo di fare a casa mia. Dai tempi degli antichi romani in poi, il Friuli è stato spesso al centro delle vicende europee; peccato che non lo si dica a lezione. Non credo ci sia un avvenimento importante sullo scenario turbolento d’Europa, che non abbia avuto ripercussioni domestiche. E, regolarmente, i miei ragazzi si stupiscono. Perché proprio non lo sapevano.
Non voglio generalizzare, per l’amor di Dio, ma la fortuna di avere avuto Don Placereani come professore di Storia e di Filosofia è stata, per me, una fortuna unica e temo irripetibile.   La percezione che ho dei docenti attuali è, come minimo, di generale disinteresse alle vicende patrie friulane. E, a volte, di aperta ostilità alla storia locale, per radicamento culturale, educativo e ideologico esplicitamente avverso alla diversità.
Orgogliosi di essere l’ultimo e il più giovane anello di una lunga catena che ci lega agli antenati, attraverso una Storia che dura da millenni.  Basterebbe questo fosse insegnato a lezione. E tutto, poi, ne sono sicuro, verrebbe da sé.
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