von mas 08.04.2021 06:45 Uhr

Briciole di memoria: L’eclissi, un segno nefasto

Per uno strano destino, proprio il giorno dell’eclissi,  sul quotidiano bolzanino “Bozner Nachrichten”  appariva un appello del Bozner Volkstrachten-Verein: leggerlo a cent’anni di distanza fa rabbrividire… Quel 24 aprile passò alla storia come la “Bozner Blutsonntag”, la domenica di sangue bolzanina, e si concluse con l’assassinio del maestro Franz Innerhofer.

Non capita spesso di poter osservare un evento particolare come un’eclissi di sole:  in terra tirolese il fenomeno astronomico, con il sole “mangiato” dalla luna, si verificò l’otto aprile 1921. Ne parlarono i giornali locali:  solo poche righe su “Il Nuovo Trentino” – la piccola notizia sfuggita ai più, quella di un’eclissi solo parziale – due articoli più consistenti sul quotidiano “Bozner Nachrichten”: molta gente per strada per un sole che, al massimo del fenomeno astrologico, sembrava una piccola falce di luna. Strano fenomeno l’eclissi, inspiegabile per gli antichi, che lo consideravano un segno nefasto, foriero di grandi disgrazie.

Per uno strano destino, proprio il giorno dell’eclissi sul quotidiano bolzanino appariva un appello del Bozner Volkstrachten-Verein, l’associazione dei costumi popolari: leggerlo a cent’anni di distanza, sapendo cosa accadde da lì a poco, fa rabbrividire…

“La Società Fiera di Bolzano ha pubblicato il seguente annuncio: il Bozner Volkstrachten-Verein, in occasione della settimana della Fiera di Bolzano, organizza  per domenica 24 aprile un corteo in costume attraverso la città, ed ha già ottenuto l’autorizzazione del Commissariato Generale di Trento. Si prevede che vi prenderanno parte circa 200 partecipanti di Bolzano; ma affinchè il corteo possa raggiungere una lunghezza più ragguardevole e soprattutto offrire una maggiore varietà di costumi, ecco che indirizziamo un cortese invito a tutte le valli e le montagne della nostra Heimat, in modo che la sfilata sia impreziosita dalla presenza di singoli partecipanti e di interi gruppi in abito tradizionale.  Sarebbe particolarmente gradito se per esempio una valle inviasse un corteo nuziale o battesimale, un’altra una discesa dalla malga, oppure un gruppo di vendemmiatori o di saltari.

(…)  Negli antichi costumi vive la particolarità della nostra cara Heimat, una parte della nostra specificità che deve essere conservata e protetta; una siffatta sfilata risveglierà l’amore per  gli antichi abiti tradizionali.  Per questo, cari compatrioti vicini e lontani, aiutateci a far sì che il corteo diventi qualcosa di straordinario, che mostri  al mondo, ma anche a noi stessi,  quale immenso patrimonio di bellezza, senso cromatico e armonia di forme ci sia nei nostri costumi, eredità dei nostri antenati.  Naturalmente non sarà consentito portare armi o bandiere: non si tratterà in alcun modo di un corteo politico, ma esclusivamente di una manifesta espressione della bellezza dei nostri costumi tradizionali.

(…) Quindi cari compatrioti, non infilate questo invito dietro lo specchio, ma leggetelo di casa in casa, fino a raccogliere un bel gruppetto di persone e il 24 aprile venite a Bolzano. Fateci sapere al più presto. Vi salutiamo con un tirolese e cordiale “Grüss Gott!”

Quel 24 aprile passò alla storia come la “Bozner Blutsonntag”, la domenica di sangue bolzanina, e si concluse con l’assassinio del maestro Franz Innerhofer.

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