von mas 07.04.2021 17:00 Uhr

Appena lì dietro l’angolo: Per l’italianità dei cognomi

… le famiglie che portano un cognome originario italiano o latino tradotto in altre lingue o deformato con grafia straniera o con l’aggiunta di suffisso straniero, riassumeranno il cognome originario… 

PARTITO NAZIONALE FASCISTA

Roma , 31 maggio 1929· VII.

“Il camerata Aldo Pizzagalli ha trattato con molta competenza e chiarezza il problema della italianità dei cognomi nella provincia di Trieste. Ritengo tale libro molto utile, non solo perché illustra ampiamente la provvida legge fascista del 10 Gennaio 1926, ma soprattutto per l’opera di persuasione che potrà svolgere tra le popolazioni della Venezia Giulia.
Oggi più che mai i cittadini italiani devono sentire l’orgoglio di pronunciare il loro nome nella pura e forte lingua italica.”

 

Suona così la prefazione di Sua Eccellenza Augusto Turati  al libro  “Per l’italianità dei cognomi della provincia di Trieste” a cura di Aldo Pizzagalli.   Lo ricorda oggi il Club Touristi Triestini (che ringraziamo): proprio il 7 aprile 1927 veniva firmato il regio decreto 494 che estendeva a tutti i territori annessi al Regno d’Italia le norme sull’italianizzazione dei cognomi, già disposte per la provincia di Trento

Il Regio decreto-legge n. 17 del 10 gennaio 1926 “Istituzione in forma italiana dei cognomi delle famiglie della provincia di Trento” infatti, recitava:

“Vittorio Emanuele III per grazia di Dio e per volontà della Nazione, Re d’Italia, sentito il Consiglio dei Ministri … Abbiamo decretato e decretiamo:

Art. 1. Le famiglie della provincia di Trento che portano un cognome originario italiano o latino tradotto in altre lingue o deformato con grafia straniera o con l’aggiunta di suffisso straniero, riassumeranno il cognome originario nelle forme originarie   (…)  Saranno egualmente ricondotti alla forma italiana i cognomi di origine toponomastica, derivanti da luoghi, i cui nomi erano tradotti in altra lingua, o deformati con grafia straniera, e altresi i predicati nobiliari tradotti o ridotti in forma straniera  (…)   Chiunque, dopo la restituzione avvenuta, fa uso del cognome o del predicato nobiliare nella forma straniera, è punito con la multa da L. 500 a L. 5000″

Ecco il link dove scaricare l’interessante pubblicazione: L’italianità dei cognomi

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