von mas 12.07.2019 16:05 Uhr

Gli allevatori in piazza con “Cappuccetto Rosso”

Più di 1500 allevatori con oltre 150 trattori: azioni concrete per orsi e lupi

Foto: Ufficio Stampa PAT

“Io sto con Cappuccetto Rosso!” è lo slogan che riempie piazza Dante. Sono tante le voci  che si sono alzate stamattina a Trento. Solo le voci di oltre 1500 allevatori, scesi in città con i pullman, con i  trattori, con gli animali, con la capretta Cappuccetto Rosso, scampata all’attacco dell’orso e diventata un simbolo della protesta.

Chiedono attenzione, i contadini delle valli, loro che lavorano davvero dentro al territorio, loro che in montagna ci vivono, qualcuno da generazioni, qualcuno imparando da capo i sentieri ed i gesti di un mestiere antico. Loro che la montagna la rendono viva e vivibile. Perché il loro vivere la montagna, nei tempi e nei modi giusti, può e deve essere bello e possibile.  E c’erano tutti, da tutte le valli della Provincia, ma anche dal Sudtirolo e dall’altipiano di Asiago.

 

Con loro in piazza è uscita dal palazzo anche la Giunta Provinciale. “Abbiamo bisogno di manifestazioni come queste – ha detto il governatore Fugatti – perché ci aiutano a far comprendere a tutti i trentini, ma soprattutto a chi sta fuori, quanto sia grave la situazione per l’agricoltura di montagna. Vi ringraziamo perché avete perso una giornata di lavoro per venire oggi a Trento a ribadire quanto sia diventato difficile il vostro lavoro. Ci aiutate così a far comprendere che la convivenza con i grandi carnivori, così come ce la vogliono imporre, con i numeri di orsi e lupi presenti sul territorio, non può più essere tollerata.   Ci sono azioni di breve periodo, come quella su M49, di cui ci siamo assunti la responsabilità per la prima volta senza che attaccasse l’uomo e ci sono azioni di lungo periodo. Per riuscirci abbiamo bisogno di fare gioco di squadra.”

Parole riprese dal vicepresidente Tonina. “Siamo al vostro fianco – ha detto – perché sappiamo che la convivenza con lupo e orso non sia possibile all’interno dei territori di montagna. Tutto quello che abbiamo costruito in questi anni, gli equilibri raggiunti, sono oggi a rischio. Dobbiamo intervenire prima che sia troppo tardi. Questa manifestazione ci darà forza per proseguire nell’impegno che abbiamo intrapreso per rivendicare una gestione locale del problema”.

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