von mas 16.05.2019 15:53 Uhr

Tirolo in lutto per Sepp Innerhofer

Si è spento questa notte a Schenna uno dei fondatori del BAS. 

Sepp Innerhofer (Foto: UT24 / SU)

“Ci vorrebbe un altro raduno a Sigmundskron!”   – Sepp Innerhofer lo aveva detto l’anno scorso a Termeno, in occasione della commemorazione di Andreas Hofer –   “Ma questa volta non si dovrebbero radunare trentacinquemila persone, ma almeno centomila, perché il nostro diritto all’autodeterminazione non si è ancora realizzato.”

“Certo – aveva aggiunto – per fare le cose per bene ci vuole il suo tempo”.  E aveva concluso invitando tutti a darsi da fare “perché dai politici di oggi  non possiamo aspettarci granché”

 

Fino alla fine non aveva abbassato la voce, Sepp Innerhofer; a 90 anni passati, partecipava ancora a serate, a incontri, a dibattiti, dove raccontava gli anni delle bombe e non solo, illustrava le vicende storiche, i retroscena politici, le ragioni, l’ideale.

“Era una lotta quotidiana, a cui nessun Sudtirolese di lingua tedesca o ladina poteva sottrarsi.  La nostra  vita era una continua  battaglia contro la sopraffazione fascista. I nuovi padroni,  stranieri e indesiderati,  cercavano di italianizzare la nostra Heimat, di obbligare noi Sudtirolesi ad essere qualcosa di diverso da quello che eravamo.  A farla breve, volevano trasformarci in italiani. Iniziarono così ad abolire i toponimi storici,  la parola “Tirolo” fu bandita. Seguì la chiusura delle scuole tedesche, gli insegnanti tirolesi furono pensionati forzatamente o trasferiti nelle province italiane:  se si rifiutavano, venivano sospesi dall’insegnamento. Non erano ammessi nemmeno i nomi di battesimo tedeschi. Dal 1934 al 1940 ho non ho potuto frequentare che  la scuola elementare italiana: la mia generazione non sapeva né leggere né scrivere in tedesco.”

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