von Vap 15.05.2019 15:54 Uhr

Sant’Anna di Sopramonte, nuova campagna di ricerche archeologiche

Per il complesso monumentale di Sant’Anna di Sopramonte si apre una nuova stagione di studio e di ricerca.

Foto: Ufficio Stampa della Provincia di Trento

Il Dipartimento di Biologia e Museo di Antropologia dell’Università di Padova ha  scelto Sant’Anna quale sede di una summer school in Bioarcheologia in cui è coinvolta anche la Appalachian State University (Carolina del Nord, USA). La nuova collaborazione attivata da Soprintendenza e Università di Padova è regolata da un protocollo d’intesa il cui schema è stato approvato dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore alla cultura.

La summer school intende studiare il contesto archeologico di S. Anna a Sopramonte di Trento poiché esso offre ai partecipanti la possibilità di affrontare lo scavo di sepolture che saranno poi analizzate in laboratorio secondo le più recenti metodologie disponibili: fra queste, ad esempio, un nuovo sistema di preanalisi all’infrarosso – non invasivo né distruttivo – per verificare la presenza di DNA prima di procedere alla vera e propria analisi dello stesso DNA.

L’intesa dà alla Soprintendenza l’opportunità di condividere, con un partner autorevole e in accordo con la proprietà, un percorso di approfondimento della conoscenza del contesto di Sant’Anna altrimenti impossibile. La stipula dell’intesa, infatti,  permetterà di implementare la ricerca non solo sul versante paleoantropologico ma anche sul deposito archeologico sotteso al sito monumentale attraverso l’esecuzione di nuove indagini, previste a luglio, all’esterno del complesso monumentale.

Il complesso riveste, senza dubbio, un alto interesse sia sotto il profilo architettonico che per la potenziale mole di informazioni di natura archeologica ancora conservata nel sottosuolo, come hanno dimostrato i sondaggi aperti negli ultimi anni nel quadro di una collaborazione fra la Provincia Autonoma di Trento – Soprintendenza per i beni culturali (Ufficio beni architettonici e Ufficio beni archeologici) e l’ASUC di Sopramonte, in qualità di proprietaria dell’area.

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