• Welschtirol
  • Tradizioni: Krampus e Nikolaus

    Non soltanto i più piccini aspettano con ansia il 5 e 6 dicembre.

    La festa di San Nicolò, il buon vescovo dalla barba bianca che porta dolci e regali ai bimbi buoni, è nata attorno al 1650.  La leggenda racconta che tanto tempo fa, nei periodi di carestia, i giovani dei piccoli paesi di montagna si travestivano usando piume e pelli e corna di animali.  Irriconoscibili, riuscivano a terrorizzare gli abitanti dei villaggi vicini e a derubarli delle provviste necessarie per la stagione invernale. Presto però i giovani si accorsero che tra di loro vi era il diavolo in persona, che approfittando del suo reale volto diabolico si era inserito nel gruppo rimanendo riconoscibile solo grazie alle zampe a forma di zoccolo dkr6i capra.  Per esorcizzare la malefica presenza, venne chiamato il Vescovo Nicola.  Da allora,  tutti gli anni i giovani, travestiti da demoni, sfilavano lungo le strade dei paesi, non più a depredare ma a portare doni o a  punire i bambini “cattivi”, accompagnati dalla figura del vescovo che aveva sconfitto il male.

    Diffusa in tutto l’arco alpino, ma soprattutto nei territori dell’Impero, la fiabesca rappresentazione del Bene e del Male,  viene celebrata anche ai giorni nostri.  E, come da tradizione, Nikolaus non arriva da solo, ma è accompagnato da uno stuolo di servitori, i malefici e terrificanti Krampus, armati di fruste e catene, che hanno il compito di spaventare i più monelli e di regalare loro del carbone, al posto dei regali attesi.

    Tante le sfilate e le feste in questi giorni.

    Spettacolare quella di Pozza di Fassa, che sabato sera è stata letteralmente invasa da ben 1000 Krampus, qui nel video di Jacopo Bernard.   Più semplice, ma bella e sentita quella organizzata stasera a Mori dalla SK Destra Ades per la gioia dei più piccini, con tanti Krampus scatenati ma tenuti a bada da un Nikolaus dalla lunga barba bianca (come si vede nel  video di Andrea) e anche quella riscoperta a Boccaldo/Puechbald dalla SK Vallarsa Trambileno (di cui abbiamo parlato lo scorso anno).  Domani pomeriggio l’appuntamento è in  Bersntol quando a Vlarotz arriveranno con San Nicolò anche i Krampus- Vlarotzer Taivln.

    Chi se li fosse persi, può correre a Levico: qui Nikolaus e Krampus arriveranno giovedì pomeriggio, fra centro storico e parco asburgico. Ma gli appuntamenti con l’antica tradizione sono davvero tanti, molto più di quelli che abbiamo citato.

    Già, perché “la tradizione è custodire il fuoco, non tramandare la cenere”, è l’identità che nasce dal passato e si proietta nel futuro, è scuola di vita e via maestra.  E’ qualcosa che rimane nel cuore e che, anche se soffocata, presto o tardi riprende forza e vigore.

     

     

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