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  • Vittoria al TAR per il Südtiroler Heimatbund

    Un altro punto a favore  nella campagna pubblicitaria „Il Sudtirolo non è Italia“:  l’aspirazione all’indipendenza non costituisce reato.   

    Fotomontaggio: UT24

    Una pietra miliare per la libertà di stampa  – lo dice Roland Lang, Obmann del Südtiroler Heimatbund. Dopo la prima decisione preliminare positiva del Tribunale Amministrativo del Lazio del dicembre 2016, concernente la campagna pubblicitaria imperniata sui manifesti recanti la scritta „Il Sudtirolo non è Italia“, adesso è seguita una decisione ancora più importante dello stesso Tribunale.

    “Con la sentenza del  TAR del Lazio, emessa nel maggio 2017, si è dato atto in maniera del tutto chiara che chi si impegna per il diritto di autodeterminazione dei sudtirolesi non può  essere perseguito penalmente.  Ma c’è di più: questo impegno profuso per un diritto umano non può essere ostacolato dalle autorità. Nell’ordinamento italiano non esiste alcuna norma che limiti la libertà di manifestazione del pensiero in merito all’indipendenza ovvero alla autodeterminazione di qualsivoglia articolazione territoriale dello Stato o che comunque vieti la propaganda di idee indipendentiste, ovviamente se tutto avviene nell’ambito delle leggi vigenti .”

    “Con ciò il Tribunale Amministrativo del Lazio smentisce tutti coloro che da molti anni vorrebbero perseguire penalmente il movimento per l’autodeterminazione dei sudtirolesi – continua Lang – inoltre questa sentenza riveste una grande importanza anche per i movimenti per l’autodeterminazione presenti nel Veneto, nella Lombardia, a Trieste e in altre parti d’Italia, i quali aspirano alla libertà.”

    È una grande vittoria per lo Stato di diritto e una grande vittoria per la libertà di opinione“, conclude Lang, ringraziando a gli avvocati Ewald Rottensteiner e Massimo Colarizi per l’impegno da loro profuso in questo procedimento.

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